giovedì 23 luglio 2015

“ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE”





"ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE”



ART. PUBBLICATO sul "FINANZIERE"

Mensile di attualità, cultura e informazione professionale della Guardia di Finanza,
fondato nel 1886.



Il ginocchio, sotto il profilo anatomico-funzionale è un’articolazione complessa sottoposta costantemente a elevate sollecitazioni meccaniche. Le tre ossa che lo compongono sono femore (i due condili inferiori), tibia (l’estremità superiore) e rotula (faccia posteriore). E’ un’articolazione sinoviale, costituita da una capsula rivestita al suo interno da una membrana che produce liquido sinoviale, utile per lubrificare e nutrire la cartilagine articolare.
Particolare attenzione riveste il ruolo dei menischi, strutture fibrocartilaginee con il ruolo primario di ammortizzatori delle forze agenti all’interno della giuntura.
Inoltre, fondamentali per la stabilità dell’articolazione del ginocchio sono i legamenti crociati (anteriore e posteriore) e i collaterali. Questi ultimi rinforzano la capsula articolare e sostengono la stabilità laterale del ginocchio con l’arto in estensione.
Il movimento del femore sul piatto tibiale, consiste in un rotolamento associato a uno scivolamento, ed è garantito dal legamento crociato anteriore (LCA) durante la flessione e dal legamento crociato posteriore (LCP) durante l'estensione.
Le lesioni del ginocchio sono tra le più frequenti e temute dagli sportivi.
Nello specifico,  la rottura del LCA, normalmente associata a traumi distorsivi, comporta oltre al dolore nella fase acuta, una instabilità residua durante i piegamenti sulle gambe.
Nel post trauma, la terapia si focalizza sostanzialmente a ridurre il dolore e/o gonfiore del ginocchio attraverso:
1.   Riposo.
2.   Ghiaccio e scarico (elevazione) dell’arto.
3.   Terapia antinfiammatoria ed antidolorifica.
4.   Uso di stampelle e tutore immobilizzante il ginocchio.
5.   Quando necessario, per alleviare il dolore, l'aspirazione del liquido articolare (artrocentesi).

L’esame clinico del medico specialista in Ortopedia va eseguito al più presto, per stabilire la gravità della lesione e per consentire tempestivamente il trattamento più adeguato.
In caso di rottura del LCA il medico può consigliare due diversi tipi di trattamento:
·        Conservativo (senza intervento)
·        Chirurgico (con intervento)
La valutazione è dettata da diversi fattori quali: l’età del soggetto, rottura parziale o totale del legamento, la  forza muscolare residua o potenziale, l’attività lavorativa e sportiva che svolge, ecc.
E’ comunque prassi consigliare un rinforzo dei muscoli stabilizzatori e principalmente gli estensori del ginocchio, anche in fase pre-operatoria, per evitare di arrivare alla data dell’operazione in uno stato di ipotonotrofia muscolare che rallenterebbe la fase riabilitativa.
Rispettando l’unicità della persona, dopo l’operazione, si consiglia di lasciare le stampelle dopo 10/15 giorni e il tutore quando la muscolatura controlla bene il movimento, al massimo entro la quarta settimana. La completa ripresa dell’attività sportiva è concessa tra la fine del 6° e l’8°mese, variabile rispetto alla tipo d’innesto inserito.
CONSIGLI UTILI

Catena cinetica chiusa sopra e aperta sotto
L’obiettivo primario della riabilitazione è quello di recuperare una buona mobilità articolare e una completa dell’estensione del ginocchio. Mentre la flessione completa dell’articolazione (135°) si raggiunge intorno alla 5/6^ settimana. Quando la flessione arriva ai 100-110° è consigliabile iniziare ad utilizzare il cicloergometro, utile per recuperare la mobilità articolare.
Il lavoro sulla “forza muscolare”, può iniziare da subito, sempre rispettando il principio di gradualità e progressività dei carichi.
La terapia prevede la chinesiterapia passiva (svolta dal terapista), attiva (svolta dal paziente) e di allungamento muscolare. Gli esercizi differenziati per intensità a seconda del soggetto, prevedono inizialmente dei lavori isometrici (assenza di movimento articolare) a diversi angoli di lavoro e poi isotonici (con movimento).
Consigliamo, quando si inizia il lavoro con i sovraccarichi, di utilizzare gli esercizi in catena cinetica chiusa, come il piegamento sulle gambe o lo squat (punto di applicazione della forza è fisso), perché l’aumento dell’attività dei vasti del quadricipite e dei muscoli
posteriori della coscia, evita la traslazione anteriore della tibia e sollecita meno il LCA.
Di conseguenza il rinforzo dei muscoli con esercizi in catena cinetica aperta, come la leg-extension (punto di applicazione della forza è mobile) sollecitando maggiormente il LCA andrebbero eseguiti con attenzione e più avanti. Infine, durante la fase di riatletizzazione, bisogna incrementare sia l’attività propriocettiva che di stretching, per migliorare la stabilità articolare, la capacità di reazione motoria e l’elasticità muscolare.
Come sempre il metodo di Ginnastica Posturale Sensoriale (G.P.S.) risulta vincente per il definitivo recupero muscolo articolare.



“DIVENTIAMO I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SALUTE”



























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